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Se sei un amante del tè, avrai sicuramente sperimentato il profondo piacere di gustare una tazza fumante di questa bevanda aromatica. Ma hai mai desiderato conoscere il viaggio del tè? In questo articolo ti offriamo una visione completa nel processo di raccolta e preparazione del tè, con tutti i dettagli affascinanti che rendono ogni tazza così speciale.

Everton - Il viaggio del tè: dalla piantagione alla tazza

Le piantagioni: dove il viaggio del tè ha inizio

Tutto comincia nelle lussureggianti piantagioni di tè sparse in tutto il mondo, dalle colline verdi del Darjeeling in India alle montagne nebbiose di Fujian in Cina. Nelle piantagioni, vengono raccolti quasi esclusivamente il bocciolo in cima al ramoscello e le due foglie immediatamente al di sotto di questo, conosciute come “two leaves and a bud“. Le foglie più vecchie, ancora al di sotto, hanno un influsso negativo sulla qualità del prodotto finito.

Inoltre, la qualità del tè è influenzata dal terreno, dal clima e dall’altitudine della piantagione. Negli altipiani più freschi, il tè cresce più lentamente, sviluppando un carattere particolarmente fine ed aromatico. Il momento del raccolto è altrettanto decisivo per la qualità del tè.

La raccolta: un lavoro di maestria

La raccolta delle foglie di tè richiede molta cura e destrezza e sono soprattutto le donne a raccoglierle. Ogni giorno, le raccoglitrici si dedicano a raccogliere tra i 16 e i 24 kg di foglie, che corrispondono a circa dai 4 ai 6 chili di prodotto finito. Solo le foglie giovani e tenere, spesso chiamate “foglie da tè”, sono considerate di alta qualità. Le foglie raccolte vengono consegnate alla fabbrica della piantagione due o tre volte al giorno.

La lavorazione: il tè si trasforma

Dopo la raccolta, le foglie di tè subiscono una serie di processi di lavorazione che definiscono il tipo di tè che diventeranno. I tè possono essere elaborati in vari modi, come il tè nero, il tè verde, il tè oolong o il tè bianco. Ogni variazione è il risultato di diversi processi di lavorazione. Ad esempio, il tè nero è completamente ossidato, mentre il tè verde è essenzialmente non ossidato.

Contrariamente al caffè, che viene importato grezzo e viene selezionato e torrefatto nel paese in cui verrà consumato, il tè Everton viene trattato direttamente nelle piantagioni originarie e poi esportato come prodotto finito. Le fasi più importanti della preparazione dei tè sono: appassire, arrotolare, fermentare , asciugare e infine classificare in foglie o broken per ordine di grandezza.

Appassimento, arrotolamento e fermentazione: il viaggio del tè continua

Dopo la raccolta, le foglie fresche vengono appassite e in questa fase perdono circa il 30% di umidità. Questo processo le rende più morbide e malleabili per il passaggio successivo, l’arrotolamento. L’appassimento avviene su graticole apposite, con l’ausilio di grandi ventilatori, e può durare dalle 12 alle 18 ore.

Le foglie appassite vengono poi arrotolate in grandi macchinari appositi. Queste macchine hanno normalmente due pesanti lastre di metallo che si muovono roteando l’una sopra l’altra. Le pareti cellulari delle foglie si rompono, e inizia il processo di fermentazione. Durante questo processo, gli oli essenziali che stabiliscono il profumo e l’aroma del tè vengono liberati.

Il tè arrotolato, che comincia adesso a fermentare, viene portato negli ambienti ideati per la fermentazione, dove assume il caratteristico colore ramato che ritroviamo nelle foglie di tè in infusione.

Essiccazione e classificazione: ci siamo quasi!

La fermentazione è conclusa non appena il tè raggiunge il grado desiderato. A questo punto, le foglie devono essere essiccate. Per l’asciugatura vengono usati essiccatori a scaffale che funzionano a legna o a nafta. Alla fine dell’essiccatura, la temperatura è scesa a 40°C, e l’umidità presente nelle foglie è al 6%.

Il tè nero che esce dall’essiccatoio, chiamato anche tè grezzo, viene quindi classificato a seconda delle grandezze richieste dalle qualità commerciali, come tè in foglia, tè broken, fannings, o polvere. La regola da seguire è: più piccola la foglia, più intenso è il tè che ne risulta.

La tazza perfetta: il viaggio del tè si conclude

La fermentazione è conclusa non appena il tè raggiunge il grado desiderato. A questo punto, le foglie devono essere essiccate. Per l’asciugatura vengono usati essiccatori a scaffale che funzionano a legna o a nafta. Alla fine dell’essiccatura, la temperatura è scesa a 40°C, e l’umidità presente nelle foglie è al 6%.

Il tè nero che esce dall’essiccatoio, chiamato anche tè grezzo, viene quindi classificato a seconda delle grandezze richieste dalle qualità commerciali, come tè in foglia, tè broken, fannings, o polvere. La regola da seguire è: più piccola la foglia, più intenso è il tè che ne risulta.

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